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SguardoVerde
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venerdì, 13 giugno 2008 Quando hai freddo e non trovi il maglione, anche se è giugno e l'anno scorso già facevi a pugni con le zanzare. Nel momento esatto in cui la serratura fa il suo scatto, e posi a terra la borsa ma le chiavi non sai mai dove metterle. Nel suo sguardo che ti attraversa e va dove tu non sei più, dove i tuoi problemi si mescolano con il rumore di fondo e quel che le interessa è sapere se anche domani pioverà. Dentro il vagone nuovo della metropolitana, quello che sa di disinfettante , mentre perdi la fermata perché cerchi l'Ipod nella sacca del calcetto. Quando spegni la luce ma sei ancora sveglio. E vorresti parlare o forse ascoltare o magari stare solo per sempre. Dentro una pagina bianca in cui scrivi il mio nome, poi lo cancelli e ritorni a dormire.
giovedì, 15 maggio 2008 Mezza vaschetta di gelato dulce de leche per capire che l'etichetta "gusto dell'anno" è stata apposta con ragione dagli esperti marketing della Algida. Una decina di asparagi bolliti per provare che i fornelli di Renzo Piano servono anche a cucinare. Un vasetto di activia avena e noci per darsi un tono guardando Lost. E fortuna che domani inizio ufficialmente il mio allenamento per la mezza maratona.
partorito dalla mente perversa di mimidef
alle 23:35 |
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casa, trash, milan, primavera, ordinary life, palestra, sdrammatizziamo martedì, 01 aprile 2008 Per quello che senti e non puoi spiegare, perché puoi scavare quanto vuoi ma semplicemente non trovi le parole. Quando capisci che scrivi per vivere e non vivi più per scrivere è come se si inceppasse qualcosa e tutto il mondo diventasse la scenografia di remunerative perdite di tempo. Come rispondere al telefono con voce gioiosa o premere lo stesso pulsante centinaia di volte. In situazioni come questa è più facile preoccuparsi per gli altri che per se stessi. Lasciare che la maionese marcisca in frigo e che la sveglia ci trovi sempre dalla stessa parte del letto. Chiedere aiuto nei modi più impensati e, nello stesso tempo, chiudere la porta a ogni possibile cambiamento. Per quello che sento e che non so più spiegare, perché forse non ne sono più capace.
(in cambio, chissà poi perché, lascio questa canzone)
partorito dalla mente perversa di mimidef
alle 23:15 |
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primavera, ordinary life, autocritica domenica, 15 aprile 2007 Ho pensato anche di bere il liquore al gianduiotto che vive da un paio di mesi nella dispensa deserta. Un diversivo come tanti, e quando dico che odio la domenica qualche ragione ce l’ho. Oltretutto è primavera e i miei ritmi di vita seguono un andamento arbitrario. Mi dimentico di pranzare, vado a correre alle tre, condisco l’insalata alle cinque. Mi addormento, senza sapere come, poco prima delle otto. E quando una telefonata mi sveglia da uno dei miei soliti sogni – affetto per qualcuno cipolle che non puzzano – la luce fuori è meno brillante e a me, inevitabilmente, manca l’aria nel petto. mercoledì, 11 aprile 2007 Persino lui, di solito così pacato nei giudizi, si è accasciato sul sedile dell’autobus borbottando che questo “è un periodo difficile”. Nessuno ha osato dargli torto, nemmeno la meticolosa della porta accanto, quella laureata in Cambio di Stagione che ha già ripiegato i golf in buste di plastica tutte uguali e ha trovato la giusta tonalità di calze da abbinare alle ballerine in pelle morbida. Nel frattempo, e con molta sorpresa, io non so dove siano finite le solite questioni. Poco importa del resto se a casa ti aspetta di decidere sulla sorte del piumone. “Meglio un plaid leggero con pigiama pesante o mantenere il piumone e dormire con la finestra aperta?”. Dal suo sedile d’autobus il saggio, con una punta di sarcasmo, ha preso a smontare le mie proposte: “E' come accorgersi di aver messo troppo sale nella pasta e per risolvere metterci lo zucchero”. Meno male che a pochi metri dalla fermata gli è venuta in mente la decisione del suo amico della montagna, quello stava in casa in maglietta e a un certo punto aveva freddo. “Mi metto un maglione o bevo una grappa? Vada per la grappa”. Dunque è deciso. Stanotte archivierò il piumone ma, prima di mettermi a letto, mi concederò un cicchetto. Chissà che non capiti anche a me di sognare i numeri giusti.
partorito dalla mente perversa di mimidef
alle 20:42 |
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milan, primavera, ordinary life |
Cialtronerie in salsa neo romantica |