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SguardoVerde
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martedì, 13 maggio 2008 Quando mi chiedono che cosa ci ho capito mi verrebbe da prenderli a schiaffi. Di sospirargli in faccia tutto il mio sconforto, che è fatto di un dolore freddo e composto. Camminavo per la Baixa con gli occhi intorpiditi dal sonno, contavo le pietre sotto le scarpe di gomma e sentivo di averti perso per sempre. Salendo a piedi per una delle sette colline, schivando i tram che passavano veloci col loro carico di turisti e borseggiatori, sedendomi con le gambe incrociate sotto un tetto di bouganiville o fotografando l'orizzonte oltre il Tago. Con i polpacci stanchi, appoggiata alla pensilina del tram, guardavo i pensionati appena scesi dalla nave da crociera, disposti in una fila ordinata per comprare i Pasteis de Belèm. Dentro la Sé, dopo aver acceso una candela bruciandomi un poco le dita, trattenevo il respiro per non fare rumore lì dove il cane di pietra scalda in eterno i piedi del suo padrone. E fuori dal Mosteiro, pieno di vecchie spagnole coi fazzoletti in testa, cantavo in faccia al vento e alla pioggia quella canzone che tanto poi bevevi troppo Braulio e, anche se ti piaceva, finivi sempre per stonare.
Homesick. Because I no longer know. Where home is. |
Cialtronerie in salsa neo romantica |