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SguardoVerde
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lunedì, 05 maggio 2008 Mi sono rassegnata a ignorare il persistente odore di vernice che avvolge la mia vita da quando mi sono trasferita. Che la gente entra e dice sempre "che buon odore di nuovo!", ma io lo so che prima o poi quegli effluvi mi uccideranno. Spero solo che accada nel sonno, mentre mi rotolo convulsamente nel materasso a molle insacchettate che mi è costato uno stipendio, e spero solo che, a decesso avvenuto, nei siti d'informazione non pubblichino foto in cui ho il doppiomento o imbarazzanti abiti di carnevale. Mi sono rassegnata, dicevo, e nell'attesa leggo giornali d'arredamento e passo i pomeriggi di vacanza ad asciugare bicchieri. Uno pensa che il segreto dell'equilibrio stia in una scatola di antidepressivi. E invece no: basta asciugare i bicchieri. A volte anche le posate, ché i residui di calcare sono una fonte d'ansia non trascurabile, e quando hai finito puoi sempre studiare i manuali d'uso degli elettrodomestici - rigorosamente classe A - e cambiare la disposizione delle mutande nei cassetti. Ogni tanto mi fermo e, nel silenzio raggelante di tutto questo bianco, mi metto a ridere. Non c'è niente di mio nell'ordine nevrotico della cucina o nella disposizione rigorosa delle magliette nei cassetti. Io sono altrove. Negli scatoloni mezzo ammuffiti in cui ho rinchiuso i miei libri in attesa di dimora, nelle lettere sgualcite e mai spedite, in quelle fotografie in bianco e nero nascoste chissà dove.
partorito dalla mente perversa di mimidef
alle 21:00 |
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commenti (16)
casa, ordinary life, sdrammatizziamo, trasloco |
Cialtronerie in salsa neo romantica |