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SguardoVerde
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martedì, 01 aprile 2008 Per quello che senti e non puoi spiegare, perché puoi scavare quanto vuoi ma semplicemente non trovi le parole. Quando capisci che scrivi per vivere e non vivi più per scrivere è come se si inceppasse qualcosa e tutto il mondo diventasse la scenografia di remunerative perdite di tempo. Come rispondere al telefono con voce gioiosa o premere lo stesso pulsante centinaia di volte. In situazioni come questa è più facile preoccuparsi per gli altri che per se stessi. Lasciare che la maionese marcisca in frigo e che la sveglia ci trovi sempre dalla stessa parte del letto. Chiedere aiuto nei modi più impensati e, nello stesso tempo, chiudere la porta a ogni possibile cambiamento. Per quello che sento e che non so più spiegare, perché forse non ne sono più capace.
(in cambio, chissà poi perché, lascio questa canzone)
partorito dalla mente perversa di mimidef
alle 23:15 |
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commenti (8)
primavera, ordinary life, autocritica |
Cialtronerie in salsa neo romantica |